
Ieri sera sono andato all'anteprima a inviti (giusto per fare il cagone) di Mamma Mia!, il film tratto dal musical tratto dalla compilation di successi degli Abba.
Con gli Abba in generale ho un rapporto molto lungo e complesso: me li ricordo nel 1974 quando vinsero l'Eurofestival con Waterloo (che, non sapendo ai tempi l'inglese, cantavo "Honolulu" - tra l'altro io e mio cugino Gabriele facevamo dei teatrini mica male sul retro del capanno degli attrezzi a casa della nonna). Bellissimo il cappellino crochet di Agneta e i panta-pirata di raso... Penso che uno dei primi dischi che mi sono fatto comprare sia stato Knowing me, knowing you (ha-haaaaaa) il cui retro era appunto Mamma Mia. E ricordo che ascoltassi con un certo timore S.O.S. perche' sul 45 giri edito in Italia, la casa discografica aveva come simbolo una pala e un casco da minatore: io subito a pensar male e tutto preoccupato mi immaginavo chissacche'...
Poi vennero Voulez-vous, Gimme Gimme Gimme e mi ricordo di aver acosltato a nausea Super Trouper (che, diciamocelo, c'aveva su anche delle cose melense, tipo 'the Piper'...). Arrivati a 'The Visitor' non c'e' l'ho piu' fatta e, sebbene con rammarico, ho rotto con gli Abba.
Fast forward agli anni '90 e penso tutti abbiamo almeno una copia di Abba Gold e magari anche More Gold... e li' giu' di nostalgia. Ricordo che al Roxy, nella saletta retro, facevano addirittura serate monotematiche... e io giu' con la mia amica parrucchiera a ballare sca-te-na-tis-si-me (pazza pazza sulla terrazza, e' proprio il caso di dirlo).
Dunque, siamo ormai intorno al '98 o '99 e a mio marito ci propongono di condurre la premiere americana di Mamma Mia. Da bravo musicista gli Abba non sapeva praticamente nemmeno chi fossero: per cui quell'estate gli ho fatto la famosa 'capa tanta' (non capasanta) sugli Abba di qua, Abba di la', Benni Bjorn, Agneta e la FRIDA (!). Beh, com'e' come non e' mi parte e mi va a Toronto dove mettono in piedi il musical. Vi risparmio i viaggi su e giu' da Toronto ogni due settimane... pero' la soddisfazione di aver conosciuto lo loro Svedesita' in persona...ooohhh...che cosa... la Frida poi e' stata una visione! C'haveva su questo vestito nero con le ali a pipstrello molto Escada (insomma, vive in Svizzera), neanche una ruga (ve l'ho detto vive in Svizzera): tutta una visione di classe (sempre alla Svizzera pero', eh?). Tra l'altro ci faccio una figura un po' da pirla mentre lei parla con Eddy (mio marito) e io li' a guardarla come un ebete... "so, vat are lookving at?" mi fa...e io "you are FRIDA!"... e lei (gran signora, si capisce) non batte ciglio e fa "let's take picture"...
Dunque il musical non e' l'Aida, tanto meno Le Valchirie: e' un greatest hits cucito da una storia che non si tiene in piedi neanche con le grucce. Pero' ha avuto un paio di meriti: primo ha venduto un sacco di biglietti, aperto tante piazze... e poi ha cominciato un genere: il musical compilation che in un momento di crisi nera del teatro (per lo meno qui in America) e' riuscita a dare un po' di respiro.
Il film non e' da meno per carita'... Meryl Streep e' in forma smagliante (anche se non regge le note ne 'the winner takes it all'), Pierce Brosnan canta come un alce, Christine Barantski e' splendida, Colin Firth e' anche credibile nella parte dell'ex amante ora gay. Le coreagrafie sono identiche al musical, la seguenza e i dialoghi pure...magari qualche virgola cambia...pero' non c'e' chemistry tra le protagoniste e sulla carta il film non regge le due ore scarse. Eppure ci si diverte, ci si commuove, viene voglia di alzarsi e mettersi a ballare con una fotografia che trasforma la pellicola in un lungo spot tipo Mulino Bianco: insomma, sbanchera' il botteghino, compreremo la colonna sonora, la maglietta e torneremo a casa cantando tutti in coro "you are the daaaaancing queeeeeeeeen...only seventeeeeeeeen"
Thank you for the music.
m
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