Saturday, April 25, 2009
i maiali con la febbre
sono un po' preoccupato...sto ascoltando i Belanova che sono una band Messicana pop che non ti dico...potro' prendere l'influenza suina (suina, tuina, miina?????)...amor bye bye
Tuesday, August 26, 2008
massimo
Ciavarro Massimo
00063 Campagnano Di Roma (RM) - Strada Di Monte Lupoli
tel:
06 90151127
mi arresteranno?
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LOREDANA
Wednesday, August 06, 2008
Storie quotidiane
...e infatti ho fatto una cazzata. A cambiare scala mobile. Giornata di merda. Finita anche peggio.
m
m
Tuesday, August 05, 2008
Storie quotidiane
Tuesday, July 15, 2008
Here we go again

Ieri sera sono andato all'anteprima a inviti (giusto per fare il cagone) di Mamma Mia!, il film tratto dal musical tratto dalla compilation di successi degli Abba.
Con gli Abba in generale ho un rapporto molto lungo e complesso: me li ricordo nel 1974 quando vinsero l'Eurofestival con Waterloo (che, non sapendo ai tempi l'inglese, cantavo "Honolulu" - tra l'altro io e mio cugino Gabriele facevamo dei teatrini mica male sul retro del capanno degli attrezzi a casa della nonna). Bellissimo il cappellino crochet di Agneta e i panta-pirata di raso... Penso che uno dei primi dischi che mi sono fatto comprare sia stato Knowing me, knowing you (ha-haaaaaa) il cui retro era appunto Mamma Mia. E ricordo che ascoltassi con un certo timore S.O.S. perche' sul 45 giri edito in Italia, la casa discografica aveva come simbolo una pala e un casco da minatore: io subito a pensar male e tutto preoccupato mi immaginavo chissacche'...
Poi vennero Voulez-vous, Gimme Gimme Gimme e mi ricordo di aver acosltato a nausea Super Trouper (che, diciamocelo, c'aveva su anche delle cose melense, tipo 'the Piper'...). Arrivati a 'The Visitor' non c'e' l'ho piu' fatta e, sebbene con rammarico, ho rotto con gli Abba.
Fast forward agli anni '90 e penso tutti abbiamo almeno una copia di Abba Gold e magari anche More Gold... e li' giu' di nostalgia. Ricordo che al Roxy, nella saletta retro, facevano addirittura serate monotematiche... e io giu' con la mia amica parrucchiera a ballare sca-te-na-tis-si-me (pazza pazza sulla terrazza, e' proprio il caso di dirlo).
Dunque, siamo ormai intorno al '98 o '99 e a mio marito ci propongono di condurre la premiere americana di Mamma Mia. Da bravo musicista gli Abba non sapeva praticamente nemmeno chi fossero: per cui quell'estate gli ho fatto la famosa 'capa tanta' (non capasanta) sugli Abba di qua, Abba di la', Benni Bjorn, Agneta e la FRIDA (!). Beh, com'e' come non e' mi parte e mi va a Toronto dove mettono in piedi il musical. Vi risparmio i viaggi su e giu' da Toronto ogni due settimane... pero' la soddisfazione di aver conosciuto lo loro Svedesita' in persona...ooohhh...che cosa... la Frida poi e' stata una visione! C'haveva su questo vestito nero con le ali a pipstrello molto Escada (insomma, vive in Svizzera), neanche una ruga (ve l'ho detto vive in Svizzera): tutta una visione di classe (sempre alla Svizzera pero', eh?). Tra l'altro ci faccio una figura un po' da pirla mentre lei parla con Eddy (mio marito) e io li' a guardarla come un ebete... "so, vat are lookving at?" mi fa...e io "you are FRIDA!"... e lei (gran signora, si capisce) non batte ciglio e fa "let's take picture"...
Dunque il musical non e' l'Aida, tanto meno Le Valchirie: e' un greatest hits cucito da una storia che non si tiene in piedi neanche con le grucce. Pero' ha avuto un paio di meriti: primo ha venduto un sacco di biglietti, aperto tante piazze... e poi ha cominciato un genere: il musical compilation che in un momento di crisi nera del teatro (per lo meno qui in America) e' riuscita a dare un po' di respiro.
Il film non e' da meno per carita'... Meryl Streep e' in forma smagliante (anche se non regge le note ne 'the winner takes it all'), Pierce Brosnan canta come un alce, Christine Barantski e' splendida, Colin Firth e' anche credibile nella parte dell'ex amante ora gay. Le coreagrafie sono identiche al musical, la seguenza e i dialoghi pure...magari qualche virgola cambia...pero' non c'e' chemistry tra le protagoniste e sulla carta il film non regge le due ore scarse. Eppure ci si diverte, ci si commuove, viene voglia di alzarsi e mettersi a ballare con una fotografia che trasforma la pellicola in un lungo spot tipo Mulino Bianco: insomma, sbanchera' il botteghino, compreremo la colonna sonora, la maglietta e torneremo a casa cantando tutti in coro "you are the daaaaancing queeeeeeeeen...only seventeeeeeeeen"
Thank you for the music.
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Sunday, July 13, 2008
Airport
Sono arrivato troppo presto. Guarda, in genere c'e' sempre un traffico che ci metto un'ora. Oggi in neanche mezza ero qui. Tipo tre ore prima. L'omino al check in era un po' stronzo. A parte che invece di ridarmi la patente in mano l'ha rimessa sul banco, poi gli e' caduta...che sarebbe spiacevole perderla. Poi mi guarda con questa sua aria ebete da cubano da sbarco e mi fa "eh, e' un po' sovrappeso" riferito alla valigia (io sono dimagrito parecchio). Si, dico, ma di tre libbre (neanche un chilo e mezzo)... E via che togli un paio di scarpe. E' ancora sovrappeso. Tolgo le cinture: sotto di due libbre. Mi sembrava di fare un quesito della Susi tipo: un contadino ha una capra, un cavolo e un lupo e li deve traghettare dall'altra parte del fiume (perche' poi? Cosa ci sara' al di la'? Un campo per la capra? Che poi viene macellata e cotta col cavolo? E il lupo cosa c'entra?). Dunque, stronzo il signore del check, stronzo pure io (tesoro, c'ho tre ore da passare, posso star qui anche a spostare il tubetto di dentifricio per ottenere il peso giusto.) Capisce l'antifona e non rompe piu' i coglioni.Attraverso tutto il terminal e mi fermo tre volte a pisciare: e' vero, ho la vescica debole. E' anche vero che fa talmente caldo che berro' 5 litri d'acqua al giorno: oggi ho mangiato un sushi salatissimo poi. Prima preoccupazione: comprare l'acqua. Quanta? Due bottiglie? Tre? Guarda l'idea di essere sull'aereo senza niente da bere mi fa sentire come abbandonato nel deserto. Speriamo non ci siano bambini. C'e' di fronte a me una famiglia di tedeschi: il papa' ce l'ha la faccia da wurstellone. No, forse sono danesi. Oddio, non e' che la madre sia una sirenetta...hanno 4 figli e tutti hanno su la maglieta di un villaggio turistico a Punta Cana. Chissa' perche' poi? Cosi quando atterano a Copenhagen tutti sanno che sono stati a Punta Cana? Ma c'e' da vantarsene? Pensa quelli che vanno a Varigotti e poi tornano a casa con la maglietta della pro loco...
Chiamano il mio volo: vado a comprare l'acqua.
E faccio la pipi'.
La faccio di nuovo.
Sunday, May 04, 2008
Germinale

Quando avevo 14 anni, ovvero alla fine della prima liceo, sono andato in Inghilterra. No, non sono emigrato, per quello bisogna aspettare circa 10 anni dopo... Ero andato per una 'vacanza studio' in un paese in culo al Sussex: Saltdean. Ridente cittadina (c'e' poco da ridere) a pochi passi da Brighton, dove si puo' ammirare una delle piu' obbrobriose mostruosita' architettoniche (il Royal Pavillion), molto middle class e in preda alla noia piu' nera...in poche parole: da svenarsi!!! uno si immagina, che so, l'Inghilterra dei Duran Duran, no questa era il sobborgo del sobborgo! Dunque, ero andato con mio cugino Gabriele (che chissa' che fine ha fatto pure lui) con un gruppo organizzato dal mio prof. di inglese. Un gruppo mal assortito diciamo (ci scappo' pure uno stupro di uno studente, mannaggia mai che capitino mai a me!)...comunque un gruppo. Io e il Gabriele fummo (oggesu' uso il passato remoto) assegnati a questa famiglia (marito, moglie e bambino in tenera eta') che ci misero a dormire in soffitta. Avrei potuto dire attico, ma no, era proprio una soffitta, nel senso che c'era una moderna scala a pioli che portava al sottotetto dove dormivamo. Figura di merda numero 1: gli 'Smith' (li chiamero' Smith per comodita' visto che la memoria mi tradisce e non ho la piu' pallida idea di come si chiamavano) ci chiamano per la cena (alle 6 di sera) e io e il Gabriele che ridiamo come due cretini per la situazione, stiamo per scendere (espressione che fa molto Grand Hotel) a mangiare e io faccio la scala tutta giu' di culo atterrando sull'osso sacro... e via a ridere... figura di merda numero 2: il Gabriele, che si sente uomo di mondo, esordisce a tavola con un "Good Appetit!" (pecoreccia traduzione di 'buon appetito') accolta con sguardi stralunati dagli Smith...figura di merda numero 3: il registratore a cassette (si cari, non avevamo l'i-Pod a quei tempi) si scarica, o meglio si scaricano le pile che noi prontamente rimpiazziamo con le batterie del registratore del bambino degli Smith...che vediamo guardare stralunati le Superpila verdi (chissa' da dove verranno, eh?).
Per tre settimane continuiamo in questa routine di colazione, scuola, pranzo... fermi! Il pranzo: consumato dopo la scuola di inglese (un'accozzaglia di frasi che il Gabriele non riesce ad assimilare), verso le 2 del pomeriggio. Primo, il pranzo lo facciamo da soli (immaginiamo che lui, lo Smith sia a lavorare, la Smith, non ne abbiamo la piu' pallida idea di dove sia durante il giorno...a far marchette? non si sa mai con 'sti inglesi...)...secondo, il "pranzo" consiste tutti i giorni in 7 quarti di pan carre'...ora, mi vorrei soffermare sul 7 quarti...perche' non 8 che cosi' finiscono le quattro fette? (mi state seguendo?)... be' sette tramezzini al salame ROSA SHOCKING (!!!) che sara' stato di maiale allucinato, pacchettino di patatine e succo d'arancia (succo..si fa presto a dire succo: era concentrato annacquato). Dunque, alla fine di uno di questi succulenti pranzetti, io e il Gabriele esploriamo la casa degli Smith (quando non rubiamo le pile del figlioletto) e tra un pongo e l'altro scopriamo che gli Smith hanno un congelatore...cosa ci sara' dentro??? gelati??? NOOOOOO! tanti Tupperware contenenti ciascuno 7 tramezzini al salame rosa!!! Una scoperta agghiacciante (e' il caso di dirlo, portandosi le mani sulla faccia...) che ci lascio' costernati fino alla fine del soggiorno (ma come parlo? ma chi sono? Lina Sotis???). Chissa' lo schifo congelato che ci siamo mangiati! Germi inglesi a tutto spiano... chissa' se si erano lavati le mani prima di preparare i gustosi pranzetti... chissa', chissa'... non fatemici pensare che mo' vado a vomitare i calamari che ho ancora sullo stomaco da ieri sera!
non vi bacio che c'ho l'alito cattivo
m
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